Buon compleanno ESA

Oggi, 45 anni fa, fortemente voluta da due scienziati eminenti come Edoardo Amaldi e Pierre Victor Auger, nasceva l’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea.

I due fisici, che credevano fortemente nella necessità di unire capacità, risorse e interessi scientifici delle varie nazioni europee, agli inizi degli anni 50 furono strumentali nella fondazione del Consiglio europeo per la ricerca nucleare (CERN). Nel decennio successivo avevano diretto le loro attenzioni allo spazio incalzando la creazione di un’organizzazione europea che potesse tenere il passo delle due superpotenze che allora si spartivano il settore: l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti.

L’ESA arrivò da lì, da quell’approccio dirompente, quasi utopistico, eppure in grado, negli anni, di ottenere ottimi successiscientifici, tecnologici e umani, oggi diventati patrimonio inestimabile di ognuno dei 22 Paesi membri.

45 anni perfetti? No, la perfezione non solo sfugge alle cose umane, ne nega il miglioramento. E lo spazio, tutt’altro che comodo, è proprio tensione al miglioramento: è frontiera e avanguardia, è quello che ancora non sappiamo ma vogliamo fare, è la misura delle nostre capacità e della nostra determinazione.

All’ESA, in questi anni, la sfida all’ignoto è via via diventata secondaria rispetto alla necessità di soddisfare e comporre specifici interessi nazionali e industriali. Nel tempo, obbiettivi meno ambiziosi e più comodi hanno sopravanzato le sfide più difficili, la voglia di espandere le nostre frontiere. Oggi, da europei, possiamo dire con certezza di essere presenti nello spazio, ma con altrettanta sicurezza sappiamo di non esserne gli attori principali. Eppure il ruolo da protagonisti, tuttora inarrivabile per qualsiasi nazione singola, è quello a cui possiamo e quindi dobbiamo ambire stando insieme.

La celebrazione di questo importante compleanno dell’Agenzia capita mentre si compie una missione tutta americana di un’azienda privata (e non certo gigantesca) che ha dimostrato come il settore spaziale stia riconfigurandosi grazie all’iniziativa e all’azzardo di attori nuovi, determinati e focalizzati. È l’occasione perfetta per augurare all’ESA di ritrovare quello spirito pionieristico che ne ha contraddistinto la nascita.

Buon compleanno ESA.

Auguro all’Agenzia Spaziale Europea di rinvigorire quell’ambizione, un po’ utopistica, che fu di Amaldi, Auger e di tanti altri come loro. Quell’ambizione che, grazie all’unione di risorse, capacità e storie diverse, le consentirebbe di tenere il passo del futuro e magari anche di anticiparlo. Solo uniti e ambiziosi potremo essere uno dei protagonisti dello spazio e osare scrivere la storia del futuro.

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